Presentazione

All'indomani, dell'assemblea generale dei Soci svoltasi presso l'Accademia Teatro alla Scala si e' definito che RAMI è un’associazione indipendente e no profit che si propone come piattaforma italiana dedicata ai temi critici della ricerca artistica musicale. Obiettivo principale è contribuire alla riflessione, promozione e divulgazione in area italiana del tema della ricerca artistica in generale e, in particolare, della sua messa a regime nel sistema della ricerca istituzionalizzata – strutturata e sostenibile – caratteristica dell'ambito dell'Istruzione Superiore cui i Conservatori, con Accademie e Università, appartengono a titolo di legge ormai dal 1999. Concepita per accogliere nel proprio seno soci sia individuali sia istituzionali, la RAMI è stata fondata da un gruppo di Istituzioni dell'Alta Formazione Artistica significativamente rappresentativo sia per l'elevato profilo, sia dal punto di vista della loro distribuzione territoriale. La struttura dell'associazione poggia su quattro organi principali che interagiscono in reciproca autonomia: l'Assemblea dei Soci Fondatori che, avendo promosso l'iniziativa di RAMI come organismo terzo, con ciò intendono affermarne il carattere di utile sussidiarietà rispetto allo sviluppo del sistema istituzionalizzato della ricerca artistica musicale in Italia; il Consiglio Direttivo cui attengono compiti di organizzazione e guida dell'associazione, il Comitato di Ricerca con funzioni di consulenza per le scelte di indirizzo e riscontro della qualità delle attività; l'Assemblea Generale dei Soci, organo sovrano della RAMI.
I Conservatori Soci Fondatori sono rappresentati dai Direttori Enrico Pisa (Vicenza), Donatella Pieri (Bologna), Flora Gagliardi (Firenze), Claudio Proietti (Genova), Alessandro Melchiorre (Milano), Albino Mattei (Pesaro), Massimo Magri (Pescara). Il primo Consiglio Direttivo in carica è composto da cinque membri: Presidente Leonella Grasso Caprioli, Vice Presidente Anna Maria Ioannoni Fiore, Segretario Francesco Torrigiani, Consiglieri Gabriele Manca e Carlo Fiore.
Per gli scopi dell'Associazione, relativi alle implicazioni connesse alla messa a punto del Terzo Ciclo nelle Istituzioni AFAM, si fa riferimento al processo di Riforma dell'Istruzione Superiore avviato a livello europeo a partire dalla Dichiarazione di Bologna (1999), alle successive Conferenze dei Ministri Europei (in particolare Berlino 2003, Dublino 2004, Bergen 2005, Bucarest 2012), alla L. 21 dicembre 1999 n. 508 e al D.P.R 8 luglio 2005 n. 212.
Tutti i paesi aderenti al Bologna Process hanno fin da subito iniziato ad attuare gradualmente i provvedimenti di riforma legislativa necessari: attualmente lo stadio di avanzamento del processo, e quindi i relativi benefici per studenti, docenti ed istituzioni, variano da nazione a nazione. Come è noto, l'impatto della riforma è risultato particolarmente incisivo in alcuni paesi più di altri, tra cui l'Italia, avendo comportato l'impostazione ex-novo di varie riorganizzazioni strutturali di rilievo quali il sistema a tre cicli di Primo, Secondo e Terzo livello (rispettivamente Diploma triennale, Magistrale e Dottorato), un comune sistema di crediti basato sul carico di lavoro e i risultati di apprendimento, l'adozione del Diploma Supplement, un approccio condiviso all’assicurazione della qualità. In particolare, è cruciale a livello internazionale la discussione sul Terzo Ciclo e il ruolo della ricerca, essendo tale attività di capitale importanza per l'evidente ricaduta sulla società in termini di utilità, benessere e progresso collettivo. In virtù della riforma, anche in Italia i Conservatori e le Accademie italiane sono stati riconosciuti Istituzioni di Alta Formazione rispetto all'ambito specifico dell'arte, a pari livello quindi delle Università cui competono per tradizione i settori della formazione superiore e della ricerca scientifica. In questo quadro, le istituzioni AFAM sono chiamate ad esprimere non solo una capacità didattica di eccellenza ma, in prospettiva, anche una visibile e quantificabile attività di ricerca di livello, elemento ritenuto essenziale per il loro stesso posizionamento nello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore.
La cultura della ricerca artistica, in particolare quella musicale in quanto bene immateriale, non gode nel mondo contemporaneo d'un adeguato riconoscimento, se confrontata con il modello della ricerca scientifica. Nell'ambito tuttavia della ricerca istituzionalizzata la ricerca artistica si deve senz'altro rapportare al modus operandi di quella scientifica, virtualmente dominante. In tale frangente, come anche per le discipline umanistiche che in termini di utili risultati soffrono del paragone con la ricerca delle scienze dure, è particolarmente necessario adoperarsi per far capire quanto la ricerca nelle arti, con le specificità che le sono proprie, possa viceversa legittimamente costituire anche una leva economica, oltre che culturale, perfino migliore di altri settori.
Attualmente, a livello internazionale, il dibattito assai controverso su come progettare e modellizzare concretamente l’attività di ricerca nelle istituzioni artistiche verte proprio sulla difficoltà di 'definire', secondo principi condivisibili e misurabili, il caratteristico tipo di ricerca che vi si opera. A questo primo ordine di difficoltà s’aggiunge quello di 'documentare' i risultati della ricerca artistica in maniera conforme a standard internazionali di valutazione. In Europa, data l'ampiezza delle ripercussioni a venire che un tale processo di sviluppo in chiave contemporanea potrebbe avere rispetto al riconoscimento del ruolo dell'artista-ricercatore nella società, la discussione si è intensamente attivata su questo fronte oramai da quindici anni, accumulando proposte, esperienze, sperimentazioni, bibliografia di settore. In Italia, stante i lunghi tempi di attuazione della riforma non ancora pienamente compiuta, si assiste ad un sensibile ritardo rispetto alla presa di coscienza dell'esistenza stessa del problema, della sua complessità e della sua urgenza.
Al fine di contribuire a sbloccare la grave impasse del nostro sistema rispetto a questa sensibile materia, la RAMI mira a incoraggiare la creazione ed il consolidamento in Italia di un 'ambiente' della ricerca artistica musicale, della sua politica e della sua cultura. L'associazione si propone di fungere da rete, promuovendo la cooperazione di eccellenza dentro e fuori le istituzioni, facilitandone la comunicazione e, in prospettiva, arrivando a costituire un rinforzo all'attività istituzionale del Ministero e dei suoi organismi responsabili dell'implementazione della riforma. Le principali finalità di RAMI sono, di conseguenza, prima di tutto quelle di stimolare l’avvio di un dibattito ampio e condiviso sul tema, mirando ad evidenziare e valorizzare le specificità e la capacità di interazione della ricerca artistica musicale rispetto alla ricerca scientifica ed umanistica. In tal senso, intende contribuire alla concettualizzazione del soggetto, suggerendo l'identificazione di ambiti, metodologie e finalità della ricerca artistica, riflettendo in riferimento alla futura messa a punto dei criteri di valutazione della qualità della ricerca (VQR) e del Terzo Ciclo specificamente dedicati al settore artistico, volendo tra l'altro cogliere l’occasione del processo di riforma per attivare il settore di studi e pratiche delle Performing Arts. Infine, RAMI si prefigge di promuovere l’informazione e il confronto con le più avanzate esperienze internazionali del settore, nell'attivare una serie di azioni volte alla riflessione interdisciplinare ed interistituzionale, ed alla sua disseminazione. Nell'immediato, proposito della RAMI è avviare la campagna di iscrizioni, attraverso il suo sito societarami.org, per la creazione di una comunità composita di istituzioni e singoli artisti, docenti, studenti, operatori di settore interessati al tema della ricerca artistica italiana.


Vicenza, 20 febbraio 2014

Presidente            
Leonella Grasso Caprioli   

Allegati:
Scarica questo file (statuto.pdf)-[Atto costitutivo]51 kB
Scarica questo file (RegolamentoRAMI_2017.pdf)-[Regolamento]397 kB
Scarica questo file (allegatoE.pdf)-[Statuto]64 kB

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